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C'è comunque un modo di camminare per strada senza essere riconosciuti, e non parlo di artifici come baffi e naso finti. Basta cambiare l'energia, non fare di tutto per non essere notati. Però, comunque, non sarà mai la stessa cosa. Ho perso la mia qualifica di osservatore per ottenere in cambio quella di "osservato". Ma c'è comunque un vantaggio: avere accesso a menti migliori e a progetti più interessanti.
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Dal teatro inglese ho imparato che un attore deve amare il suo ruolo, ma soprattutto deve amare il mestiere dell'attore. Se ti innamori troppo del tuo personaggio poi rischi di dimenticare alcune cose. Se devi interpretare Adolf Hitler e ti innamori di lui poi rischi di farlo diventare meno malvagio, no? Bisogna amare il mestiere di attore e mantenere un certo livello di obiettività in quello che stai facendo.
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Essere padre è fantastico, ha cambiato la mia vita. Ogni giorno, da quando è nato mio figlio ho una cinquantina di occasioni in più per sorridere. Qualche volta mi chiedo come ho fatto prima a sopravvivere senza mia moglie e mio figlio.
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I giornalisti che oggi sono miei amici sono persone che conosco da vent’anni, con cui ho fatto colossali sciocchezze giovanili e che non le hanno mai pubblicate anche se sarebbe stato parecchio utile al loro lavoro. Questo me li ha fatti amare e rispettare.
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Quando sei lontano dalla tua famiglia e sei stanco, stressato per il lavoro, ti può capitare di cedere ai nervi.
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Tutta la parte creativa della mia vita è stata rovinata dalla celebrità. Prima ero un osservatore, un contemplatore, una di quelle persone che scivolano via nelle situazioni, che vi entrano e vi escono, osservando tutto quello che c'è da vedere, cercando di capire. Ma questo modo di vivere mi è stato portato via dal successo. Dopo aver vinto l'Oscar sono stato sbalzato in un'altra dimensione, in uno spazio differente. Ora quel vecchio spazio segreto non mi appartiene più e non c'è modo di tornare indietro.
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