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Tutte le cose erano insieme, per quantità e piccolezza illimitate, giacché anche il piccolo era illimitato. E stando tutte insieme, nessuna era distinguibile a causa della piccolezza: su tutte dominava l'aria e l'etere, essendo entrambe illimitate: infatti queste sono nella massa totale le più grandi per quantità e per grandezza.
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Poiché l'aria e l'etere si separano dal molto che li involge e tale involucro per quantità è illimitato.
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Del piccolo infatti non c'è il minimo ma sempre un più piccolo (in effetti è impossibile che ciò che è non sia) – ma anche del grande c'è sempre un più grande: e per quantità è uguale al piccolo e in relazione a se stessa ogni (cosa) è grande e piccola.
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Stando questo così, occorre congetturare che in tutti gli aggregati vi siano molte (cose) e di ogni genere e semi di tutte le cose che hanno forme d'ogni tipo e colori e sapori. E che uomini siano stati formati e le altre creature in quanto viventi, e che questi uomini abbiano città abitate e costruzioni, come da noi, e abbiano il sole e la luna e tutto il restante, come da noi, e che la terra produca per loro molte (cose) e di ogni tipo, che essi adoperano portando le migliori a casa. Ciò io ho detto riguardo la separazione, ossia che non solamente da noi si avrebbe il processo di separazione, ma anche altrove.
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Separatesi queste in siffatto modo, occorre riconoscere che tutte non sono né di più (poiché non è possibile che siano più di tutte) ma tutte sempre uguali.
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